un calendario.
Parlammo degli accordi pratici, decidemmo di chiedere assistenza professionale per le questioni formali e scegliemmo un modo delicato per presentarmi ai gemelli, rispettando le loro abitudini.
Non ci sarebbero state visite a sorpresa, promesse fatte a nome loro o pressioni affinché mi chiamassero in un modo che ancora non comprendevano.
La prima volta che li incontrai, Ben era più interessato alla cerniera della mia giacca che al mio nome.
Alice mi chiese se sapessi disegnare un autobus.
Ne disegnai uno con le ruote storte e lei mi corresse immediatamente.
Claire era seduta poco distante.
Nulla di quel normalissimo pomeriggio assomigliava al grande momento emozionante che avevo immaginato.
E ne fui grato.
Cominciai a vedere i bambini negli orari che avevamo concordato.
Una volta, una consegna in ritardo rischiò di trattenermi al lavoro.
Chiamai un collega e gli chiesi di sostituirmi.
Se la cavò perfettamente.
Arrivai al luogo dell’incontro
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